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Asl Lecce: Progetto di prevenzione per la salute mentale a scuola

Per creare opportunità di ascolto del malessere psicologico tra gli adolescenti, i professionisti del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Lecce, insieme all’Associazione Progetto Itaca Lecce, hanno realizzato e avviato da gennaio 2022 un programma di sensibilizzazione e prevenzione nelle Scuole Secondarie di Lecce e provincia.

Intrapresa nel 2019, la partnership del DSM Lecce con Progetto Itaca, Associazione di Volontariato presente su tutto il territorio nazionale, coinvolgerà studenti, genitori e insegnanti sui temi dei compiti evolutivi in adolescenza, le manifestazioni del disagio psichico e il ruolo della scuola, gli esordi psicopatologici in età evolutiva, le dipendenze patologiche nei giovani, che saranno trattati da un team di psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, assistenti sociali del Gruppo Formazione e Ricerca del DSM.


Il Progetto si snoda nell’arco di due incontri, in presenza o da remoto, e prevede modalità interattive quali la proiezione di video e filmati e la somministrazione di questionari sulle conoscenze e la percezione dello stigma, attraverso piattaforme on line. Partito nell’I.T.G. Galilei, interesserà nelle prossime settimane l’Istituto Costa e l’Istituto Scarambone di Lecce, l’Istituto Tecnico Economico Volta di Campi Salentina e successivamente le altre Scuole Secondarie della provincia che ne faranno richiesta.

Il programma di prevenzione si pone all’interno delle progettualità del Dipartimento di Salute Mentale che da anni è impegnato in percorsi a sostegno della salute mentale dei giovani, quali il sostegno allo studio scolastico e universitario e l’avvio a tirocini formativi professionalizzanti.

In Italia si stima che, nel 2019, il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni abbiano sofferto di problemi legati alla salute mentale, circa 956.000 in totale (rapporto UNICEF, ottobre 2021). Fra le ragazze, la percentuale è maggiore (17,2%, pari a 478.554) rispetto ai ragazzi (16,1%, pari a 477.518). 


Nel corso della pandemia da COVID-19, diversi fattori di rischio, quali isolamento, tensioni familiari, perdita di reddito, hanno peggiorato la salute mentale della popolazione mondiale in generale, e in particolare quella dei giovani.


Una meta analisi su 29 studi che hanno incluso oltre 80mila ragazzi, pubblicata sul prestigioso Jama Pediatrics, ha messo in luce un problema globale: un adolescente su quattro presenta i sintomi clinici della depressione e uno su cinque soffre di ansia. Casi raddoppiati rispetto all’epoca pre-pandemica, con una situazione tuttora perdurante e della quale non è possibile ancora valutare l’impatto a lungo termine sulla salute mentale.
Le conseguenze della pandemia incombono sulle aspirazioni e sulle aspettative di reddito di una generazione che non ha potuto ricevere un’istruzione continuativa, una “connessione” reale con amici ed educatori, e che ha visto fortemente ridimensionate le opportunità di socializzazione, apprendimento e crescita.
E se è nota la capacità di resilienza e di recupero della popolazione giovanile, è anche vero che l’isolamento sociale, l’impossibilità o i condizionamenti nel frequentare in piena serenità i coetanei, nel vivere la propria età tra prime relazioni e impegno scolastico e sportivo in presenza, sono fattori che, protraendosi, impattano in modo significativo sulla salute mentale.


Il disagio mentale è sottile e sotterraneo, occorre quindi capillarizzare i servizi sul territorio e costruire una rete intorno ai giovani, che garantisca loro un benessere psicologico e relazionale.

Per informazioni: formazione.dsm@ausl.le.it