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Presentato il progetto ‘RiBeS’ frutto di un accordo tra la LILT di Bari e il Presidio di riabilitazione San Giovanni di Dio di Adelfia


Gli ambulatori della Lilt di Bari e il presidio riabilitativo San Giovanni di Dio di Adelfia si aprono per accogliere i pazienti oncologici nella fase della riabilitazione fisica e psicologica, all’indomani di uno dei tanti e delicati interventi di rimozione a cui sono costretti a sottoporsi i malati di cancro.

Diventa operativo il progetto “RiBeS”, acronimo di Riabilitazione, Benessere e Salute, illustrato ieri mattina nella sede dell’Associazione Metropolitana di Bari. Già da oggi, gli interessati potranno chiedere informazioni o fissare un appuntamento rivolgendosi presso gli uffici di corso Italia 187.
La LILT, da sempre accanto alle donne ma non solo alle donne, nella fase della prevenzione e della malattia, apre uno spazio importante alla fase più ambita, quella della guarigione, grazie ai diversi sistemi di riabilitazione e alle attrezzature all’avanguardia di cui dispongono gli ambulatori della San Giovanni di Dio e le sapienti e professionali cure della prof.ssa Maria Sinatra che, attraverso sedute personali o familiari, si impegnerà ad alleviare l’impatto della malattia sulla psiche dei pazienti e in relazione ai contesti familiare, sociali e lavorativi.
I due enti avvieranno un’azione di sensibilizzazione rivolta agli Istituti Oncologici del territorio metropolitano barese, con l’intento di offrire l’accesso al percorso riabilitativo non solo ai pazienti che  già frequentano gli ambulatori Lilt, ma a tutti coloro che hanno subito un intervento di natura oncologica.
Per coloro che avessero difficoltà a raggiungere il centro di Adelfia per la fisioterapia, la LILT si impegna a mettere a disposizione un mezzo e il Presidio San Giovanni un autista, garantendo ai fruitori del servizio anche il ritorno a casa dopo ogni seduta riabilitativa.
I numeri  della malattia oncologica – ha detto la presidente Lilt area metropolitana di Bari, avv. Marisa Cataldo – non sono per nulla confortanti. Ogni giorno, come ricorda il nostro presidente nazionale, il prof. Francesco Schittulli, si ammalano oltre mille persone. La pandemia Covid19 ha purtroppo rallentato le attività di prevenzione, provocando un  incremento di nuove diagnosi  e la  rilevazione di forme avanzate di malattia. Grazie, però, alla medicina e alle tecnologie in continua evoluzione, anche la sopravvivenza media è notevolmente aumentata, rendendo sempre più necessaria l’attenzione agli aspetti clinici e a quelli psicologici e funzionali della riabilitazione, del ritorno alla normalità. Penso alle donne, ma non solo a loro naturalmente – ha aggiunto – che all’indomani di un intervento delicato si rituffano a tempo pieno negli impegni quotidiani, nell’assistenza alla famiglia, nella vita sociale e professionale, portando chiusi nella mente e nel cuore tanti dubbi e tante paure, che magari non si concedono neanche di condividere. E pensando a questi aspetti – ha concluso – che sono particolarmente lieta di vedere il progetto “RiBeS” diventare realtà. Grazie alla collaborazione con la San Giovanni di Dio e grazie all’intervento della prof.ssa Sinatra, spero che riusciremo a far sentire questi pazienti un po’ meno soli e ad accompagnarli fino al giorno in cui la malattia sarà solo un lontano ricordo”. 
 “Nell’ambito del complesso percorso sanitario che la persona affetta da patologie oncologiche deve affrontare – ha detto il dott. Roberto Nardulli, direttore sanitario del presidio riabilitativo San Giovanni di Dio, di Adelfia –  un ruolo di rilievo, accanto alle cure primarie di diagnosi e cura è ricoperto dal trattamento riabilitativo. È noto infatti come la chirurgia e la terapia medica, possano causare vario grado di menomazione all’individuo, con forte impatto nelle sue attività, ma anche con risvolti sulle funzioni e sulla socialità. Da questo scaturiscono disabilità ed handicap che hanno un peso soggettivo e oggettivo di rilievo nella società moderna, soprattutto perché prevenibili e/o sostanzialmente reversibili con la corretta e precoce presa in carico riabilitativa della persona con necessità”.
 “La riabilitazione erogata in regime ambulatoriale ex art 26 – ha aggiunto la dottoressa Laura Rizzo, Responsabile medico del progetto Ribes per il Presidio Riabilitativo San Giovanni di Dio –  è il setting elettivo in cui convergono, nel post acuto o in caso di riacutizzazione, le problematiche complesse di tipo fisico, psichico e sensoriale del paziente oncologico, primo step del continuum virtuoso delle cure dall’ospedale al territorio. Limitazioni fisiche al corretto svolgimento delle attività articolari, come per esempio sollevare un braccio dopo un intervento di mastectomia, riduzione della forza muscolare e facile affaticabilità, come pure problematiche più severe loco-regionali quali linfedema o importanti retrazioni cicatriziali,  una deflessione del tono dell’umore o la sensazione di paura e impotenza, sono solo alcuni dei complessi aspetti che l’equipe riabilitativa del Presidio Riabilitativo San Giovanni di Dio di Adelfia è in grado di trattare”.
Ogni paziente ha una vita, una storia diversa – ha spiegato il Direttore sanitario Lilt Bari, dott. Gianni Izzi, che ha voluto fra l’altro accompagnare gli intervenuti in un giro all’interno degli ambulatori, illustrando le varie apparecchiature all’avanguardia presenti – La mia attività in Lilt mi mette a confronto ogni giorno con reazioni differenti davanti a differenti patologie che hanno un solo nome: cancro. Che non è solo il cancro al seno o alla prostata ma è quello ai polmoni,  ai reni,  al colon eccetera. Un lungo elenco di neoplasie davanti alle quali i malati reagiscono con la stessa paura del presente e del futuro e con gli stessi dubbi su quella che potrà essere la loro vita all’indomani di un intervento necessario. A ciascuno di questi pazienti è importante dedicare un percorso personalizzato, affiancarli passo dopo passo, non lasciare che si trascurino. Lavoriamo sulla malattia, ma vogliamo lavorare sulla guarigione e sulla qualità della vita”.
Sull’importanza della terapia personalizzata si è soffermata anche la psicologa Maria Sinatra, professoressa dell’UniBa: “Finora sono pochi i centri in cui c’è una riabilitazione funzionale anche a livello psicologico, ha detto la Sinatra – una terapia che deve partire proprio dall’approccio che ciascun paziente ha con il male.  Livelli di ansia, di negazione, di rabbia, di depressione, vanno affrontati insieme in tutte le fasi della malattia, perché in ciascuna fase le reazioni dipendono dalla storia personale e familiare di ciascuno. Cercheremo di affrontare in ogni incontro le sofferenze, le relazioni compromesse. Per questo è necessario un percorso ad personam. In momenti successivi valuteremo se sarà possibile lavorare per gruppi, qualora sia utile per i pazienti, o anche per i loro familiari, che spesso hanno un importante nel recupero fino alla completa guarigione”.
Con il progetto “RiBeS” – ha concluso l’ing. Marco Bonerba, Direttore del Presidio Riabilitativo – il Centro “San Giovanni di Dio” intende valorizzare le prestazioni che già eroga, altamente specializzate in regime ambulatoriale ex art. 26, in convenzionecon il SSN, e dunque senza che i pazienti debbano sostenere costi diretti. Il Presidio si avvale delle figure professionali di Medici specialisti in Medicina fisica e riabilitativa, fisioterapisti, logopedisti, neuropsicologi che sono in grado di rispondere a tutte le esigenze necessarie al pieno recupero delle autonomie e dell’integrità del paziente come unità bio-psico-sociale. Gli ambienti luminosi ed accoglienti, le attrezzature rispondenti alle multiformi necessità del singolo, i percorsi dedicati e l’ampia disponibilità organizzativa per la gestione degli appuntamenti, consentiràa tutti i pazienti, e dunque anche a chi si inserirà nel percorso “Ribes”, di godere di performance specialistiche di alti livelli. Il Centro e i suoi professionisti si impegnano costantemente nell’acquisizione di nuove tecniche e metodiche nonché di attrezzature che possano sempre rendere attuale e all’avanguardia la qualità del lavoro svolto, a favore delle singole persone e di tutto il territorio, per un precoce e pieno superamento di un momento di grande difficoltà dell’individuo, della sua famiglia e di tutto il tessuto sociale in cui è inserito”.

Ha moderato l’incontro Daniela D’Ambrosio, giornalista e componente del direttivo della Lilt Bari.


Per informazioni  e prenotazioni  gli spazi dedicati al “Progetto RiBeS” degli ambulatori Lilt e del presidio San Giovanni di Dio di Adelfia saranno immediatamente operativi.